Una risposta veloce a Renzo Gubert, sul Trentino di oggi.
Gubert non ravvede alcuna motivazione positiva alla cremazione nella nostra cultura. Non si può negare che sia una procedura non particolarmente diffusa.
Premettendo che non ero a conoscenza di una petizione al riguardo – ma non mi stupisce l’opposizione del Vescovo, vorrei dire che la cremazione è sempre parsa a me un buon modo per portarmi rispetto una volta privo di vita.
Non vi assocerei motivazioni religiose, o per lo meno in senso stretto. Si tratta di una procedura che probabilmente in passato mi affascinava in quanto deviante dalla norma, non c’è dubbio. Continua tuttavia ad affascinarsi per il semplice motivo che preferisco che i miei cari facciano riferimento a me in altri contesti, con rappresentazioni diverse da uno spiazzo 2×2 in un cimitero.
Insomma, una volta fatto dei miei organi ciò che può essere utile per chi è ancora in vita, vedo di buon occhio la cremazione, seguita da uno spargimento di cenere in un luogo da me scelto. Lo considero più romantico e in linea con la mia concezione di vita.
Polvere su di un campo, in mare, o un semplice prato. Perché chi mi vuole bene pensi anche a me con quel luogo, dove per l’ultima volta mi è stato consentito di diffondermi.
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